Il Castello di Roccamandolfi

Sulla sommità di un colle, nell’omonimo borgo in provincia di Isernia, svetta il Castello di Roccamandolfi, una fortezza fatta costruire da Maginulfo, governatore longobardo durante il IX secolo, della corte regia di Aquino, località in provincia di Frosinone, famoso durante il Medioevo e da cui trae il nome anche il paese, quasi a rievocare che la storia del castello abbia cavalcato i secoli, lasciando impronte indelebili, giunte fino ad oggi, in modo che potessimo conoscerla e in qualche maniera diffonderla.

Ma partiamo dal presente…

Senza conoscere ancora nulla di questo importante sito, a bordo della nostra amata quattro ruote, ci avventuriamo lungo il percorso che conduce fino al Campitello di Roccamandolfi, dove notiamo dei motociclisti fermi a godersi la vallata accanto alle staccionate al lato della strada. Si sale lungo dei viali a serpentina, un sentiero incorniciato tra alti arbusti, aria freschissima rinvigorente ed un terso cielo blu, gli alberi continuano a celare ciò che poco dopo si rivela ai nostri occhi, i resti della fortezza, il cui accesso è composto da gradoni possenti.

Lo stupore nel vedere quanto sia così ancora ben conservato, pur essendo un rudere esposto alle intemperie da secoli, per noi ciò vale moltissimo, in quanto tutto quello che sia riuscito ad arrivare ai nostri giorni, resistendo ai venti ed alla pioggia incessante, ai fulmini e al sole cocente, merita di essere raccontato e ricordato ancora con estrema meraviglia.

Riconosciamo subito i resti di alcune torri, per poi scoprire successivamente che questo castello ne contava ben cinque. Sicuramente fu teatro di scontri, di battaglie, a difesa del territorio, vista la sua vastità e soprattutto la sua posizione, ben nascosta e tutelata, con la sua incredibile architettura in pietra realizzata nel IX secolo. Da lassù ammiriamo il panorama circostante e parte del Parco Nazionale del Matese tra Campania e Molise, con la vetta più alta del Monte Miletto, 2050 metri slm, situato proprio nel comune di Roccamandolfi. 

Sappiamo dalle cronache che il castello subì un lungo assedio ad opera delle truppe degli Svevi e che fu controllato successivamente dalle casate regnanti sui troni di Napoli e Sicilia, gli Angioini e gli Aragonesi, dal XIII al XV secolo. L’ultima famiglia che lo ha posseduto sino all’abolizione della feudalesimo nel 1806, fu quella dei Pignatelli, nobili di origine spagnola, celeberrima anche a Napoli e in tutto il meridione, per i suoi numerosi possedimenti terrieri ed immobiliari.

Roccamandolfi con le sue “rovine”, in parte anche andate distrutte durante la Seconda guerra mondiale, rappresenta per noi la “fortezza resistente”, che difficilmente si lascia intravedere, ma che una volta scoperta ti resta nel cuore.

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