Raggiungere la vetta del Monte Zurrone è sempre un’esperienza carica di emozioni e di aspettative mai deluse o infrante, girovagando per l’Altopiano del Sangro, risalendo il comune di Roccaraso, una solenne croce indica il Sacrario Militare, sembra così lontana ma come un faro indica il cammino, una strada che porta fino a 1649 mt slm.
Abbiamo avuto l’occasione di salire in cima durante diverse stagioni ed abbiamo osservato il paesaggio verdeggiante ma anche quello innevato, come tutto l’ambiente che lo circonda, il monte cambia per non cambiare mai, una “costante” quasi rincuorante, che pesa come un macigno nell’animo di chi lo visita ma in egual misura appare anche leggero come una piuma.
Il sacrario militare adorna la cima del monte, a imperitura memoria dei soldati caduti durante la seconda Guerra Mondiale, i cui resti non furono mai trovati. I parenti ancora in vita delle vittime non poterono dar loro una degna sepoltura, per tale ragione sono conosciuti come morti senza croce. Si decise così negli anni Cinquanta del XX secolo, grazie all’inestimabile aiuto di Enti, Associazioni, volontari e persone del luogo, ma soprattutto per volere del Colonnello Vincenzo Palmieri, (che perse in prima persona dei famigliari durante la guerra), di dedicare una croce alta 14 metri su un basamento triangolare, che conservasse la terra proveniente dai vari campi di battaglia, che avesse visto morire uomini di diverse età in circostanze sconosciute.
Provare soltanto ad immaginare l’agonia, non solo dei soldati periti in battaglia, ma anche di chi è rimasto in vita a porsi domande sul come o sul perché della loro morte, dovrebbe spingere gli uomini e le donne a lottare sempre, sin dalle piccole e grandi battaglie quotidiane, ricordando costantemente coloro che una vita non ce l’hanno più, per poter così insegnare, soprattutto alle nuove generazioni, che essa è e sarà sempre il dono più grande che ci sia stato offerto.
Come nell’Antico Egitto, quando alla morte di un Faraone, egli avrebbe dovuto presentare il proprio cuore, che se leggero quanto una piuma gli avrebbe concesso di proseguire verso l’Illuminazione, così ognuno di noi nella propria coscienza, dovrebbe chiedersi se stia rispettando con onore il proprio viaggio nella vita, oppure che la stessa meriti un cambio di rotta.
Celebriamo il Sacrario con le stesse parole incise sulla roccia del Gottardo posta sul retro dello stesso: “Vento, che in lontananze di monti, di piane e di mari lambisti ignote sepolture di tanti Soldati d’Italia e quassù giungi con il tuo possente ansito, lascia su queste pietre il tuo messaggio d’amore ed oltre vai”.
Vivere militare est
Un luogo dove ricordare la memoria dei Soldati d’Italia periti in battaglia, lassù sul Sacrario Militare di Monte Zurrone
